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Posizione del NARTH
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1. Diritto a fruire della terapia
Il NARTH rispetta la dignità, l'autonomia e la libertà di scelta del paziente.
Noi crediamo che i pazienti abbiano il diritto di identificarsi come omosessuali o
di sviluppare il loro potenziale eterosessuale diminuendo la loro omosessualità.
Il diritto di tentare una terapia per cambiare il proprio orientamento sessuale
deve essere considerato naturale ed inalienabile.
Noi facciamo appello alle altre associazioni per la salute mentale perchè
cessino di affermare falsamente di disporre di "conoscenze scientifiche" che
porrebbero fine alle controversie sull'omosessualità. Al contrario, le
associazioni per la salute mentale devono lasciare spazio a diverse opinioni
sulla famiglia, sull'essenza dell'identità umana, e sul significato e sul fine della
sessualità umana.
2. Propaganda gay nelle scuole pubbliche
Quando le scuole informano sull'orientamento sessuale, i fatti devono essere
presentati in maniera corretta ed equilibrata.
I gruppi come l'American Psychological Association solitamente raccomandano
alle scuole di vietare tutto il materiale "ex-gay", e di impedire la discussione a
proposito di coloro che hanno scelto di cambiare il loro orientamento. Il
rispetto per la diversità richiede, al contrario, che vengano esposte tutte le
posizioni basate su principi diversi. Viviamo in una società multiculturale dove
la tolleranza per le diversità è essenziale.
La discussione sull'omosessualità non va, poi, ridotta alla semplice apologia di
uno stile di vita, poiché le decisioni in materia di stile di vita sessuale
dipendono da valori profondamente radicati. Le scuole devono rispettare il
diritto delle famiglie di trasmettere i propri valori sociali ai loro bambini.
3. Pedofilia
I nostri pazienti omosessuali riferiscono spesso di avere avuto esperienze
sessuali precoci con una persona più adulta dello stesso sesso. Esistono studi
che fanno pensare che tali esperienze siano più frequenti tra gli omosessuali
che tra gli eterosessuali: in proporzione al loro numero gli omosessuali
presenterebbero un rischio maggiore di abuso di un minore dello stesso sesso.
È un dato, peraltro, che per varie ragioni è ancora da considerare non
probante.
Gli studi non sempre sono stati in grado di determinare l'orientamento sessuale
del molestatore di un bambino dello stesso sesso (era un eterosessuale che ha
tenuto un comportamento omosessuale? Era un bisessuale? O un
omosessuale?). Inoltre, i resoconti clinici suggeriscono che una consistente
proporzione di molestie omosessuali non viene riferita agli adulti o alle autorità
legali perché il bambino si vergogna, ha paura o si ritiene che il contatto
omosessuale con una persona più grande sia stato "consensuale".
Per queste ed altre ragioni, per il momento è difficile, sulla base delle
conoscenze tuttora disponibili, giungere ad una risposta definitiva.
4. Omofobia
Il termine "omofobico" è spesso usato impropriamente per descrivere qualsiasi
persona disapprovi il comportamento omosessuale su basi morali, psicologiche
o mediche. Il realtà il termine, nel suo significato tecnico, si può applicare
soltanto ad una persona che abbia una fobia - o paura irrazionale -
dell'omosessualità. Una disapprovazione fondata su principi morali non può,
quindi, essere considerata "omofobia".
5. Matrimonio omosessuale
Alla luce delle scienze sociali la forma di famiglia ideale per favorire un sano
sviluppo del bambino è il modello tradizionale di matrimonio eterosessuale.
6. Sul significato dei termini "Tolleranza" e "Diversità"
"Tolleranza" e "diversità" perdono il loro significato, se applicati soltanto nei
confronti degli attivisti gay e non di coloro che sulle tematiche omosessuali
mantengono posizioni più tradizionali.
La tolleranza deve valere anche a beneficio di quelle persone che assumono il
punto di vista - scientificamente e moralmente fondato - che l'omosessualità
sia contraria alla nostra natura umana.
7. Sulle cause dell'omosessualità
Il NARTH condivide con l'American Psychological Association la convinzione
che, per molte persone, l'identità sessuale si formi in un'età precoce sulla base
di "fattori biologici, psicologici e sociali".
La differenza sta nel fattore a cui si dà rilievo; e noi diamo maggiore rilievo alle
influenze psicologiche (familiari, sociali e del gruppo dei pari) mentre
l'American Psychological Association attribuisce maggiore importanza ad
influenze biologiche, e non ha mostrato interesse (anzi, piuttosto ostilità) nei
confronti della ricerca sulle influenze sociali e psicologiche.
Non esiste un "gene gay" e non esiste nessuna prova a sostegno dell'idea che
l'omosessualità sia genetica o immutabile.
Esistono numerosi esempi di persone che sono riuscite a cambiare il loro
comportamento, identità, stimoli o fantasie sessuali.
Updated: 8 February 2008
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